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IL SECOLO XIX – Musica di fisarmonica per la “vendemmia” della Portofinese

IL SECOLO XIX – Musica di fisarmonica per la “vendemmia” della Portofinese

Il Secolo XIX – Musica di fisarmonica per la “vendemmia” della Portofinese – PORTOFINO (GENOVA), 29 SETTEMBRE 2017

La scena è da film: Angelo, Andrea, Eridjan “spannocchiano” il luppolo, seduti sulle panche rustiche, sotto le direttive del “regista”, Alberto Garibaldi, l’agronomo che ha messo a dimora le prime piante, due anni fa, e si gode la “messe” insieme a Tatiana Niccolini e a Francesco Viacava, “bandiere” della Portofinese, la società di giovani che ha lanciato il progetto luppolo-birra del Vessinaro, nel cuore del Parco di Portofino.

L'idea della Portofinese è una distribuzione a livello locale

dice Tatiana.

Al Vessinaro il progetto di recuperare un castagneto per creare una birra aromatizzata con prodotti locali.

E’ il primo giorno di “vendemmia” del luppolo e si fa festa tutti insieme, con la fisarmonica di Andreino Sivori che snocciola muzurke e polke.

Al momento la “bionda del Monte” si beve solo al Mulino del Gassetta e al bar Il Faro, sotto al faro di Portofino.

Le pannocchiette di luppolo (lunghe, al massimo, 3-4 cm), staccate dai tralci, riempiono le cassette.

Garibaldi ne prende una, la spezza e sfrega le due parti sul palmo della mano: “Il profumo si sente così”. E’ intenso, pastoso, con un aroma finale di resina.

A pochi passi il luppoleto – 2 mila metri quadri – ancora verdeggiante si spalanca allo sguardo del visitatore in un trionfo di foglie e pannocchiette: pali di circa 4 metri sostengono i tralci. La pianta madre si chiama Cascai e appartiene alla famiglia delle Cannabaceae. Nella fascia soprastante ci sono le piante “vecchie” e, sotto, le ultime 300, aggiunte lo scorso aprile, a un metro l’una dall’altra. Garibaldi spiega che “la terra è a ph neutro e deriva da vecchi coltivi, probabilmente orti. Di medio impasto, abbastanza ricco di potassio”.

Una volta terminata la raccolta le pannocchiette vengono trasportate all’essiccatoio dell’Italian Hops Company, a Modena; dopo 12 ore di essiccazione sui graticci il luppolo è pronto per essere messo sottovuoto e usato nelle varie “cotte” dice Garibaldi, ovvero le fasi di macerazione e bollitura “e questo, per la nostra birra, succede a Predosa, dal mastro birraio “Gippo”, Gian Paolo Camurri, del birrificio Kamun”. Alla Strong Ale della Portofinese si affiancheranno, a breve, altre birre con le essenze e gli aromi del Monte. A cominciare dal castagno: sempre al Vessinaro, proprio sotto al luppoleto “ci sono circa 5-6000 metri quadri di terreno con piante di castagno che intendiamo bonificare” dice Tatiana.