REPUBBLICA - "RITORNO AL FUTURO PER LA VALLE DEI MULINI” - laportofinese
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REPUBBLICA – “RITORNO AL FUTURO PER LA VALLE DEI MULINI”

REPUBBLICA – “RITORNO AL FUTURO PER LA VALLE DEI MULINI”

Energia dolce per il Parco di Portofino: una turbina idroelettrica per ridare vita ad una zona di grande suggestione – di Bettina Bush – PORTOFINO (GENOVA), AGOSTO 2018 – REPUBBLICA

Energia dolce per il Parco di Portofino: più che un semplice progetto una visione per riattivare luoghi antichi nel rispetto della natura, molti dimenticati, per il nuovo agricoltore del futuro, quello 4.0 che sa coniugare ambiente, turismo e tecnologia. Non un sogno ma un piano innovativo in cui stanno pensando i giovani di Portofino 360°, un gruppo di imprenditori locali, insieme agli studenti dell’Università di Genova Dipartimento di Architettura e Design in collaborazione con l’Ente Parco, Comune e Area Marina Protetta.

Dopo il mare e la boa intelligente, che si nutre di vento e di correnti per produrre energia, e che entrerà in funzione del 2019, stanno pensando alla terra, a una nuova turbina idroelettrica che servirà a alimentare alcune delle antiche strutture della splendida Valle dei Mulini, e che prende spunto da un modello che era in funzione proprio in uno di questi mulini a inizio secolo.

Stiamo parlando di una zona di grande bellezza, poco conosciuta, piena di fascino, persa nel tempo, in alcuni protetta da una vegetazione selvaggia e impenetrabile, che risale il Rio Acqua Viva per oltre un chilometro, fino alle sue sorgenti a 300 chilometri, il tutto appena alle spalle della ben nota Paraggi. Una specie di Paradiso nascosto dove una volta c’erano 36 mulini, censiti nel Settecento dal cartografo Matteo Vinzoni, testimonianze di quella che una volta era un’economia fiorente cominciata nel XII secolo e tramontata nel XIX, gestita da monaci e agricoltori che ruotava intorno all’acqua.

Ancora oggi si notano i resti di un sofisticato sistema di canalizzazione, fatto da chiuse per la raccolta dell’acqua, per portarla dove non c’era, così i mulini, grazie alla loro posizione ad altitudini diverse della valle, riuscivano a lavorar in assoluta sinergia: ogni giorno, quando uno finiva, l’altro cominciava, non c’era sosta, e soprattutto lavoravano in ogni stagione, anche nei periodi di magra, quando le altre valli erano ferme.

Un progetto complesso, frutto della visione di un contadino intuitivo che aveva fatto diventare per secoli quella valle una zona strategica del Golfo del Tigullio per produrre olio, vino, farine per tutto il comprensorio, fino a Chiavari.

Una volta lavorata la merce veniva trasportata sul dorso dei muli per essere imbarcata sul molo di paraggi, a bordo dei pittoreschi leudi.

Un passato glorioso in una delle valli più belle della Liguria, nel Settecento i suoi mulini avevano fornito la farina anche alle truppe napoleoniche che assediavano Genova. Poi è cambiata l’economia, e nel 1987 ha chiuso l’ultimo opificio, quello del Piccin, dopo che l acqua del Rio era stata deviata per alimentare altri acquedotti vicini. Oggi nella valle si vedono i resti di 18 mulini:” L’idea è di partire dal passato-speiga Giampiero Lombardini, professore dell’Università di Architettura di Genova- recuperare il modello di quella innovativa turbina, capace di produrre energia dall’acqua corrente, renderla attuale per applicarla a un mulino, renderlo autosufficente, poi passare agli altri, recuperati e restaurati. Così ogni mulino, a seconda della sua posizione, dovrà lavorare per specifici prodotti del territorio, oltre a diventare un punto di didattica e di servizio per i turisti che vogliono immergersi nella storia del luogo”.

Per il recupero delle strutture nel rispetto del paesaggio, insieme agli Enti, stanno lavorando gli architetti Guido Lotti e Maria Rita Menicucci.

Intanto i ragazzi della Portofino 360°, insieme agli studenti, ovvero i nuovi agricoltori del futuro, non si fermano e stanno pensando alla mobilità dolce. A piccole barche elettriche in mare, alle teleferiche, alla piastra piezoelettrica nelle strade che produce energia con il passaggio dei passanti, alla geotermia per recuperare energia utilizzando le gallerie esistenti. Piccole grandi visioni per disegnare un futuro sostenibile.